laboratorio di RESISTENZA ELETTRICA

g7 evian 2026

dal 15 al 17 giugno a pochi chilometri da Evian-les-bains, città svizzera di cantone francese a sud del lago di Ginevra, si terrà il vertice dei 7 paesi più influenti dell’economia globale.
Sono state dispiegate circa 4000 unità tra forze dell’ordine e militari a garantire che i potenti possano muoversi e riunirsi nella totale tranquillità.

In quel weekend i cittadini svizzeri sono anche chiamati al voto su due questioni: il reintegro della leva obbligatoria; la questione “limitare la popolazione a 10 milioni” ossia promuovere una politica razzista che velocizza le deportazioni degli immigrati con un pretesto ambientalista.

È chiaro quanto la politica in questo momento sia instabile e al contempo insostenibile, sempre più polarizzata e autoritaria. In molti paesi (come il nostro) le forti proteste organizzate dal basso in opposizione ai propri governi stanno subendo repressioni violente e sistematiche, legalizzate dagli ormai noti pacchetti sicurezza.

Il cantone francese ha totalmente impedito qualsiasi forma di protesta e presidio nei dintorni dell’area definita “ di sicurezza “, nonostante ciò le comunità sono riuscite ad organizzare un fiume di manifestazioni.
Lo sciopero transfemminista del 14 giugno aprirà le giornate di lotta insieme ai solidali alla resistenza Palestinese, i lavoratori, gli ambientalisti e gli antifascisti internazionali: tutte queste realtà hanno definito un’azione comune per costruire un percorso di dissenso con presidi permanenti dove si svolgeranno attività, incontri, assemblee pubbliche, cucina popolare, per poi confluire in un unico corteo di protesta, che solo ultimamente è stato autorizzato su un percorso dislocato, previsto sulla costa opposta del lago. Non ci si aspetta un clima pacifico, come sempre vengono menzionati gli spauracchi dei black Block, teppisti che seminano caos e distruzione, infatti tra le misure di sicurezza si nota l’installazione di pannelli in legno, adesso diventati introvabili, messi a protezione delle vetrine, mentre molti commercianti hanno preferito chiudere giorni prima la propria attività temendo danni materiali al passaggio del corteo.

I temi che saranno discussi dalle diverse realtà politiche antagoniste saranno esattamente centrati sull’analisi di ciò che questi paesi stanno concordando: la corsa al riarmo, il colonialismo e l’accaparramento delle risorse, il sistema profondamente squilibrato dell’economia imperialista capitalistica, basato sullo sfruttamento umano e ambientale. Tutto questo sta già accadendo da decenni nella complicità di molti governi che contrattano la nostra vita tagliando le spese pubbliche e sfruttando il lavoro per nutrire i colossi delle lobby e delle multinazionali, rendendosi al contempo corresponsabili dell’oppressione e del genocidio di intere popolazioni nel mondo, del traffico di armi, della devastazione ambientale, e rispondendo al dissenso popolare con la repressione violenta.

da giorno 12 giugno ogni varco limitrofo alla città di Evian sarà chiuso e presidiato dai militari, per cui chiunque volesse recarsi in zona e prendere parte al movimento No G7 dovrà organizzarsi in tempo.

siamo tanti. siamo più di loro.

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